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MA SIAMO SICURI CHE I FARMACI CHE ABBASSANO IL COLESTEROLO RIDUCANO ANCHE GLI INFARTI? 

 

 

I ricercatori utilizzano uno schema sperimentale ben definito per stabilire se i farmaci impiegati nella prevenzione cardiovascolare sono veramente efficaci e ben tollerati: gli studi randomizzati in doppio cieco. Leggi per saperne di più!

Vi siete mai chiesti come i ricercatori studino l’efficacia dei farmaci impiegati in prevenzione cardiovascolare? Come abbiano scoperto e dimostrato, per esempio, che le statine riducono il rischio di infarto, o che l’aspirina a piccole dosi abbassa il rischio di ictus cerebrale? Per trarre queste conclusioni servono studi condotti seguendo un metodo molto rigoroso, disegnato per non lasciare (nei limiti del possibile) spazio a dubbi di alcun tipo. La struttura di questi studi è semplice ma affascinante, e merita di essere raccontata (non tutti la conoscono in dettaglio).

Il primo grande studio di successo: lo studio 4S

Rivediamo per esempio il primo degli studi condotti con le statine, l’ormai celeberrimo studio 4S (1). I ricercatori scandinavi che lo avevano disegnato (eravamo alla fine degli anni ’80) hanno prima di tutto identificato e contattato alcune migliaia di soggetti già colpiti da un infarto o da angina che avevano da tempo un tasso di colesterolo molto elevato. I soggetti che hanno accettato di partecipare allo studio (circa 4.400) sono stati quindi divisi del tutto casualmente in due gruppi (questo processo si chiama “randomizzazione”): ad uno dei due gruppi, negli anni successivi, è stato somministrato il farmaco che si intendeva studiare (una statina), mentre all’altro gruppo è stata somministrata una compressa di colore e forma uguale a quella del gruppo precedente, ma che non conteneva il farmaco, ed era quindi inattiva (il cosiddetto “placebo”). Per evitare che il paziente, o il medico, potessero poi essere influenzati dalle attese di miglioramento della salute dovute all’uso di quel nuovo e promettente farmaco, né i pazienti e nemmeno i medici che seguivano lo studio (ecco perché questi studi si definiscono “in doppio cieco”) erano al corrente di chi stesse in realtà prendendo il farmaco e di chi invece stesse prendendo il placebo. Lo studio è quindi continuato per alcuni anni (circa 5 e mezzo: il colesterolo alto, per fortuna, ci mette tempo per fare danni), durante i quali i ricercatori hanno osservato accuratamente lo stato di salute dei soggetti dei due gruppi, trattando tutti (ovviamente) secondo le migliori conoscenze mediche del tempo.

I risultati dello studio

Al termine dello studio (nel 1994) si ricostruì quale dei due gruppi di pazienti aveva ricevuto il farmaco, oppure invece il prodotto inattivo (il placebo), e si fecero conteggi piuttosto semplici: quanti infarti erano stati osservati nel gruppo trattato con la statina? E quanti nel gruppo placebo? Si era osservata una differenza importante (tecnicamente si dice “significativa”) tra i due gruppi? La risposta, nello studio 4S, fu del tutto positiva: tra i pazienti del gruppo placebo erano stati osservati 622 eventi coronarici (tipicamente, un infarto di cuore), mentre tra i soggetti che avevano invece assunto la statina gli eventi erano stati 431; le morti furono, rispettivamente, 256 e 182. Il trattamento aveva quindi inequivocabilmente evitato 191 eventi coronarici (622-431) e 74 decessi (256-182), e cioè circa un terzo degli eventi osservati nel gruppo placebo, ed il farmaco fu “promosso”. Attenzione: se non fosse stato così la bocciatura sarebbe stata inesorabile. Contemporaneamente i ricercatori avevano anche rilevato (sempre in cieco, e cioè senza sapere se il paziente che li lamentava assumesse in realtà la statina o il placebo) la comparsa di effetti collaterali. La domanda era simile alla precedente: chi prendeva il farmaco era andato incontro a disturbi, malattie, complicanze specifiche, che non si erano invece osservate nel gruppo trattato con il placebo? Anche in questo caso, la risposta fu favorevole (le differenze si rivelarono piccole, e di scarsa importanza): ma nuovamente se fossero comparsi effetti collaterali o segni di pericolosità importanti, la bocciatura sarebbe stata garantita.

Altri studi confermano i risultati del 4S

Nei decenni successivi molti altri studi di impostazione analoga sono stati condotti in pazienti che non avevano una storia clinica di infarto ed in soggetti con valori della colesterolemia meno elevati; il trattamento è stato effettuato utilizzando sia statine sia altri farmaci per abbassare il colesterolo, diversi dalle statine stesse. I risultati sono stati sempre simili: nei gruppi trattati con questi farmaci il colesterolo scendeva, e si osservavano meno infarti rispetto ai gruppi che avevano invece ricevuto il placebo; gli effetti collaterali del trattamento si rivelavano, in generale, di modesta entità, e scomparivano comunque rapidamente alla sospensione del trattamento. Dal complesso di questi studi è emersa quindi con forza l’opportunità di abbassare il colesterolo per prevenire gli eventi coronarici: una strategia ormai diffusa nel mondo, che ha prodotto indiscutibili effetti positivi, e che ha contribuito all’importante riduzione osservata, negli ultimi decenni, nel numero di persone colpite dalle malattie coronariche come l’infarto (2). Pensate che questo metodo di studio (il doppio cieco controllato contro placebo) possa funzionare e produrre risultati convincenti? In generale si ritiene di si (e certamente non ne sono stati inventati per ora di migliori). E ricordate che tutti i farmaci impiegati per la prevenzione cardiovascolare (dall’aspirina, ai farmaci antipertensivi come i beta-bloccanti, gli ACE inibitori, agli ipocolesterolemizzanti) sono passati attraverso l’inflessibile scrutinio degli studi in doppio cieco. Una bella tranquillità, per chi deve assumerli e per i medici che li prescrivono, non credete?

Bibliografia essenziale
1 - Randomised trial of cholesterol lowering in 4444 patients with coronary heart disease: the Scandinavian Simvastatin Survival Study (4S) Lancet 1994; 344: 1383-9.
2 - Cholesterol Treatment Trialists' (CTT) Collaboration. Efficacy and safety of LDL-lowering therapy among men and women: meta-analysis of individual data from 174,000 participants in 27 randomised trials. Lancet 2015; 385: 1397-405.

Data ultimo aggiornamento: 18 marzo 2019