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Colesterolo alto e formaggi: cade il divieto?

 

 

Colesterolo alto e formaggi: cade il divieto?

Alcuni lavori recenti sembrano ridimensionare il ruolo dei formaggi nell'influenzare sfavorevolmente il profilo lipidico e, soprattutto, nell'aumentare il rischio cardiovascolare.
Come tutti i derivati del latte (e la maggior parte dei prodotti di origine animale), i formaggi sono ricchi di grassi saturi, la cui capacità di aumentare i livelli del colesterolo LDL è nota da decenni. Tuttavia si è sempre sottovalutato il fatto che gli stessi acidi grassi aumentano anche i livelli del colesterolo HDL, un fattore protettivo (e non di rischio) per le malattie cardiovascolari.
Nelle più recenti metanalisi (cioè le valutazioni complessive di tutti gli studi condotti e pubblicati su un certo argomento), il fatto di consumare quantità maggiori o minori di questi acidi grassi non sembra influenzare in maniera significativa la probabilità di andare incontro a un infarto cardiaco o a un ictus cerebrale.

Studi recenti
In una di queste metanalisi1 si evidenzia che chi consuma circa 40 g di formaggio al giorno sembra avere una probabilità massima di evitare eventi cardiovascolari nel tempo sensibilmente superiore a quella di chi di formaggio non ne mangia per nulla.
Uno studio2,pubblicato alla fine dell'estate su una prestigiosa rivista americana di nutrizione, ha cercato di entrare più in dettaglio nell'argomento, valutando se esistano differenze significative negli effetti metabolici dei differenti formaggi, correlate al rispettivo tenore di grassi (in altre parole, se, i formaggi magri abbiano un effetto diverso e più favorevole rispetto a quelli con maggiore contenuto di grassi). Anche in questo caso la risposta sembra negativa: dopo 12 settimane, chi aveva consumato formaggi grassi, formaggi magri oppure la stessa quantità di calorie come carboidrati, non presentava differenze significative in termini di peso, massa grassa corporea, circonferenza vita e profilo lipidico.

Come comportarsi?
Come sempre il concetto essenziale per fare scelte corrette è la moderazione. I formaggi sono alimenti con elevata densità calorica (cioè parecchie calorie per grammo) e quindi il loro apporto con la dieta va mantenuto sotto controllo. Tuttavia la possibilità di consumarne tre o quattro volte la settimana porzioni ragionevoli (50 g per i formaggi stagionati, 100 g per i formaggi freschi) è da un lato una buona notizia per gli estimatori del formaggio, dall'altro contribuisce sensibilmente all'apporto di calcio bio-disponibile (cioè ben assorbibile dal nostro organismo) che la maggior parte delle persone fatica a raggiungere, importante sia per la prevenzione dell'osteoporosi, sia per il nostro benessere complessivo.

Bibliografia: 1. Chen GC et al, Eur J Nutr 2016, DOI: 10.1007/s00394-016-1292-zù 2. Raziani F et al, Am J Clin Nutr 2016, DOI: 10.3945/ajcn.116.134932