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Consumare nocciole con la cuticola è una buona abitudine quotidiana anche per i più giovani affetti da iperlipidemia familiare

Nocciole con cuticola
 

 

A favore della frutta secca a guscio, prelibatezza delle tavole invernali e ben noto alleato di salute, emerge una dimostrazione in più: il consumo di nocciole tostate, infatti, associato a un’alimentazione controllata, migliora il profilo lipidemico anche nei bambini e ragazzini con iperlipidemia familiare. È il risultato di una ricerca italiana di intervento, premiata anche al recente Congresso SINU (Società Italiana di Nutrizione Umana).

Lo studio è stato particolarmente meticoloso, in quanto ha valutato gli effetti delle nocciole in cui si è mantenuta la cuticola bruna, o privando i frutti della cuticola. Le nocciole utilizzate nello studio, coltivate in Italia, sono state aggiunte a una dieta controllata, sempre prescritta in questi casi e basata sulla varietà di frutta e verdura, su un apporto di fibre solubili di almeno 10 e fino a 25 g al giorno, limitando i grassi saturi al 7-10% del totale calorico e senza superare il 30% delle calorie da grassi totali (vale a dire sommando saturi, polinsaturi e monoinsaturi). Il confronto è stato condotto quindi su tre gruppi: dieta più nocciole “pelate”, dieta più nocciole con cuticola, oppure sola alimentazione controllata.

L’età dei giovani soggetti che hanno partecipato allo studio era compresa tra 6 e 17 anni e la quantità di nocciole assegnata ogni giorno è stata calcolata in base al peso e pari a 0,43 g/kg di peso: in pratica le porzioni assegnate variavano tra 15 e 30 grammi al giorno. La ricerca, durata otto settimane, ha incluso ragazzini con le tre forme di iperlipidemia familiare: ipercolesterolemia familiare, ipercolesterolemia familiare combinata e ipercolesterolemia poligenica. Al termine dello studio, si è visto che il consumo quotidiano di nocciole, con o senza cuticola, ha ridotto la colesterolemia LDL (- 10 mg/dL, pari a circa il 7%) e ha aumentato il rapporto tra HDL e LDL (+10%) rispetto alla sola dieta controllata. Si tratta di effetti significativi, anche se non amplissimi, e che sono comunque aggiuntivi a quanto può essere ottenuto con una dieta appropriata.

Tutte e tre le forme di iperlipidemia familiare considerate hanno risposto in modo positivo al consumo quotidiano di nocciole, confermando così quanto è già stato
dimostrato nella popolazione generale, sana, o con forme non gravi di dislipidemia. Le nocciole, infatti, soprattutto se viene mantenuta la cuticola, forniscono non solo grassi polinsaturi e monoinsaturi, ma anche fitosteroli e polifenoli. Mentre il ruolo dei fitosteroli nel controllo della colesterolemia è ben dimostrato, quello dei polifenoli (sul controllo della colesterolemia, ma anche dell’ipertrigliceridemia post-prandiale) rappresenta oggi un filone di ricerca molto attivo.

I benefici emersi dall’aggiunta di nocciole a una dieta controllata meritano, secondo gli Autori, ulteriori conferme e approfondimenti.

Bibliografia:
Deon V, et al. - Effect of hazelnut on serum lipid profile and fatty acid composition of erythrocyte phospholipids in children and adolescents with primary hyperlipidemia: A randomized controlled trial - Clinical Nutrition 2017 May 27- http://dx.doi.org/10.1016/j.clnu.2017.05.022 [E-pub ahead of print]

Data ultimo aggiornamento: 15 gennaio 2018