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Alimentazione e colesterolo

È certo che la genetica gioca un ruolo determinante sui livelli di colesterolo LDL: ma anche i fattori associati allo stile di vita, come la dieta e l’esercizio fisico, possono avere un effetto. Questo effetto è limitato (e inferiore a quanto comunemente si pensa: specie nelle malattie genetiche come le Ipercolesterolemia Familiari), ma va comunque perseguito, perché i vantaggi di una dieta ed uno stile di vita appropriato sono importanti, e vanno ben oltre il controllo dei livelli del colesterolo totale ed LDL.

Dobbiamo ricordare innanzitutto una cosa importante: il nostro organismo produce il colesterolo necessario, specie a livello del fegato, ma è anche in grado di assorbire il colesterolo “già pronto” presente nei prodotti alimentari di origine animale, come la carne, il pollame e i latticini. Questo colesterolo “assorbito” pesa in misura nettamente minore, rispetto a quello prodotto nel fegato, nel determinare il tasso di colesterolo LDL nel sangue. Dobbiamo quindi limitare soprattutto gli alimenti che contengono composti che stimolano la produzione di colesterolo da parte del fegato, prestando attenzione (anche se minore) agli alimenti che contengono colesterolo preformato. I cibi ricchi di grassi saturi e di insaturi trans (li trovate indicati in etichetta come “grassi vegetali parzialmente idrogenati”), per esempio, aumentano i livelli di LDL-C nel sangue; i trans, oltre a ciò, sembrano abbassare i livelli del colesterolo buono HDL.

È, quindi, importante sapere quali cibi preferire e quali invece limitare o evitare. Oltre a quello che mangi, altri aspetti dello stile di vita sono importanti. Alcuni possono effettivamente influenzare i livelli di LDL-C o di HDL-C, e di conseguenza, modificare il rischio cardiovascolare; altri agiscono direttamente sul rischio cardiovascolare stesso, e possono quindi modificare l’atteggiamento del medico riguardo alla gestione della colesterolemia.

QUESTI SONO ALCUNI FATTORI DA CONSIDERARE:

Fumo. Oltre alla sua correlazione con le malattie polmonari, il fumo ha gravi ripercussioni anche sulla salute del cuore. È stato infatti dimostrato inequivocabilmente che il fumo aumenta il rischio di infarto e di ictus. Per quanto concerne il profilo lipidico, sappiamo che il fumo riduce i livelli di HDL-C (colesterolo buono).

Peso. Gli studi dimostrano che il sovrappeso spesso si associa a modesti aumenti dei trigliceridi e a una diminuzione dei livelli del colesterolo buono HDL. L’obesità è un problema più importante: si associa ad un aumento di LDL-C e del rischio di malattie cardiovascolari. Vuoi sapere se il tuo peso e la tua altezza sono adeguati? Clicca QUI http://www.salute.gov.it/portale/salute/p1_5.jsp?lingua=italiano&id=175&area=Malattie_endocrine_e_metaboliche. Un aspetto importante del peso, sottovalutato fino a poco tempo addietro, è la concentrazione del grasso nell’addome (la cosiddetta “pancia”). Se il tuo girovita è eccessivamente elevato, potresti essere portatore della sindrome metabolica, una condizione diffusa che aumenta il rischio cardiovascolare. Vuoi sapere se hai la sindrome metabolica? Clicca QUI http://www. salute.gov.it/portale/salute/p1_5.jsp?lingua=italiano&id=175&area=Malattie_endocrine_e_ metaboliche.

Stress. Non solo lo stress è associato a scorrette abitudini alimentari e alla mancanza di attività fisica: diverse evidenze suggeriscono che lo stress può influenzare anche i livelli di LDL-C.

Benché sia importante smettere di fumare (se si è fumatori) e intensificare l’attività fisica, apportare tali cambiamenti nel proprio stile di vita, in particolare nella dieta e nell’esercizio fisico, spesso non basta per riportate LDL-C ai valori ottimali. In questo caso il medico protrebbe suggerirti l’assunzione di farmaci che riducono i livelli di colesterolo; queste terapie, infatti, favoriscono il raggiungimento di livelli di LDL-C individuati come obiettivo terapeutico.

Poli A, Marangoni F, Visioli F, G Ital Cardiol (Rome). 2015 Sep;16(9):485-92. doi: 10.1714/1988.21522.

Data ultimo aggiornamento: 15 gennaio 2016