Printed From:

Il beta-glucano nel controllo del colesterolo

Il beta-glucano nel controllo del colesterolo

La fibra alimentare, come ormai noto, è utile per tenere sotto controllo il tasso di colesterolo nel sangue. È soprattutto la fibra “solubile” presente nei vegetali (frutta e verdura) a svolgere quest’effetto: rigonfiandosi nell’intestino, dopo essere venuta a contatto con l’acqua, forma un gel che intrappola grassi e colesterolo presenti negli alimenti, limitandone l’assorbimento e aumentandone l’eliminazione fecale.

Una specifica fibra solubile poco diffusa in natura, il beta-glucano, sembra possedere gli effetti più marcati sul colesterolo LDL. Lo si ritrova in alcuni cereali, specialmente orzo e avena, e in alcuni funghi. Secondo recenti metanalisi, il beta-glucano, alla dose di almeno 3 g al giorno, sarebbe in grado di ridurre il colesterolo LDL del 5-6% circa, senza effetti significativi sui livelli
dei trigliceridi e del colesterolo HDL (1). Un effetto non particolarmente incisivo, quindi, ma sostenuto da studi di buona qualità, tanto che l’autorità europea per la sicurezza alimentare (EFSA) ha autorizzato alcuni claim specifici relativamente a questa fibra. Sul mercato infatti sono comparsi alimenti di varia natura (biscotti, pasta, cereali) arricchiti con il beta-glucano.
In realtà non è facile raggiungere la dose efficace di questa fibra. I prodotti arricchiti possono infatti vantare un effetto sul colesterolo se contengono almeno 1 g di beta-glucano per porzione, ma la dose necessaria, come si ricordava, è di circa 3 g al giorno: sta quindi al consumatore completarne l’assunzione giornaliera attraverso la propria alimentazione.

La limitata azione del beta-glucano sul colesterolo LDL può essere in qualche modo completata dal fatto che, come tutta la fibra, il beta-glucano stesso presenta effetti anche sulla glicemia (sia pure a dosi ulteriormente più elevate, pari ad almeno 4 g al giorno)(2). La fibra sembra infatti adsorbire (e cioè legare, temporaneamente) il glucosio liberato degli alimenti durante la digestione degli amidi e degli zuccheri, rallentandone l’assorbimento, e ritardando quindi la comparsa del picco glicemico.

Ultimo, ma non meno importante, l’effetto “prebiotico” del beta-glucano (3): la sua capacità, in altre parole, di facilitare la crescita di specifici ceppi batterici del microbiota intestinale. Non dobbiamo infatti dimenticare che la fibra alimentare è costituita da carboidrati complessi che il nostro apparato digerente, e in particolare i nostri enzimi digestivi, non sanno “smontare” al contrario dei batteri presenti nell’intestino (il “microbiota”), la cui dotazione enzimatica è molto più ricca della nostra. Il microbiota utilizza quindi la fibra (tra cui il beta-glucano) per il proprio fabbisogno energetico, restituendoci in cambio alcuni composti importanti (come gli acidi grassi a corta catena, o SCFA) che contribuiscono al benessere della parete intestinale e sembrano ridurre il rischio di cancro del colon (4).
Un effetto quindi, quello del beta-glucano, con molte sfaccettature di interesse, anche se non particolarmente ampio su nessuno dei parametri considerati. Utile quindi inserirlo in uno stile alimentare e di vita orientato alla prevenzione.

1-Ho HVT, Sievenpiper JL, Zurbau A, et al. The effect of oat β-glucan on LDL-cholesterol, non-HDL-cholesterol and apoB for CVD risk reduction: A systematic review and meta-analysis of randomised-controlled trials. Br J Nutr. 2016;116(8):1369-1382. doi:10.1017/S000711451600341X
2- Mäkeläinen H, Sihvonen J, Hietanen RM et al. The effect of β-glucan on the glycemic and insulin index. Eur J Clin Nutr 61, 779-785 (2007)
3- Mohebbi Z, Homayouni A, Azizi MH, Hosseini SJ. Effects of beta-glucan and resistant starch on wheat dough and prebiotic bread properties. J Food Sci Technol. 2018 Jan;55(1):101-110.
4- Zeng H, Taussig DP, Cheng WH, Johnson LK, Hakkak R. Butyrate Inhibits Cancerous HCT116 Colon Cell Proliferation but to a Lesser Extent in Noncancerous NCM460 Colon Cells. Nutrients. 2017 Jan 1;9(1). pii: E25. doi: 10.3390/nu9010025

Data ultimo aggiornamento: 3 maggio 2018