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Colesterolo e terza età: che fare?

Signora anziana parla del suo colesterolo con il suo medico

Fino a che età dobbiamo preoccuparci del nostro livello di colesterolo, e cercare di modificare la nostra dieta o il nostro stile di vita, o assumere farmaci specifici per abbassarlo? Vale la pena di fare il punto. Gli esperti non sono del tutto d’accordo su questo tema, e i cittadini, di conseguenza, sono confusi.
Innanzitutto è importante rassicurare le persone oltre i 75-80 anni con livelli di colesterolo totale e LDL moderatamente elevati, ma che non hanno mai mai avuto un infarto o altre malattie cardiovascolari:naturalmente la decisione spetta al medico, ma in queste persone potrebbe non essere necessario un intervento specifico(in particolare farmacologico)(1). Chi ha raggiunto questa età con livelli di colesterolo un po’ alti e presenta arterie elastiche e prive di placche (ce ne possiamo accertare facilmente attraverso metodiche semplici e non invasive, come l’ecografia vascolare) dispone infatti di meccanismi personali di protezione che hanno limitato l’effetto potenzialmente pericoloso del colesterolo.

A questa età, tra l’altro, diventa importante consumare una quantità adeguata di carne, latte, uova, che potrebbero invece essere considerati “controindicati” o da consumare con moderazione per il colesterolo alto: un alto apporto di proteine “nobili” (di cui questi alimenti sono ricchi) previene infatti l’impoverimento e l’indebolimento dei muscoli (i medici chiamano questo quadro “sarcopenia”), che può portare a cadute e, in generale, a una peggior qualità di vita (2).

Del tutto diverso è il quadro di chi, sempre alla stessa età (e quindi oltre i 75-80 anni) e con valori un po’ alti del colesterolo totale e LDL, abbia già sofferto di un evento coronarico come l’infarto, o delle condizioni cliniche che talora lo precedono (angina pectoris) o ancora sia portatore di segni di danno arterioso (per esempio l’insufficienza delle arterie delle gambe, o placche nelle carotidi o in altri grossi vasi). In questo caso il trattamento – se non è già stato istituito - va considerato con attenzione dal medico, che spesso deciderà di iniziarlo (3).
Un terzo caso ancora è rappresentato da chi varca la soglia di questa età avendo già in corso, da tempo più o meno lungo, un trattamento per controllare il colesterolo: in questi casi la quasi totalità degli esperti è d’accordo sul fatto che il trattamento stesso va continuato, probabilmente per tutta la vita.

Come sempre succede, quindi, non esistono ricette uguali per tutti: d’altra parte è osservazione comune che i processi dell’invecchiamento variano molto da persona a persona, ed è logico che vadano gestiti dal medico con opportuna flessibilità. Discutere con il proprio medico, e condividere con lui le scelte terapeutiche, è ancora più importante in questa età della vita.


Fonti:
1 - Stone NJ, Robinson J, Lichtenstein AH et al. 2013 ACC/AHA guideline on the treatment of blood cholesterol to reduce atherosclerotic cardiovascular risk in adults: a report of the American College of Cardiology/American Heart Association Task Force on Practice Guidelines. Circulation. doi: 10.1161/01.cir.0000437738.63853.7a.
2 - Landi F, Calvani R, Tosato M et al. Protein Intake and Muscle Health in Old Age: From Biological Plausibility to Clinical Evidence. Nutrients 2016 May 14;8(5). pii: E295. doi: 10.3390/nu8050295.
3 - Catapano AL, Graham I, De Backer G et al. 2016 ESC/EAS Guidelines for the management of dyslipidemias of the European Society of Cardiology (ESC) and the European Society of Atherosclerosis (EAS). Atherosclerosis 2016; 253:281-344.

Data ultimo aggiornamento: 26 febbraio 2018