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PRENDO UN FARMACO PER ABBASSARE IL COLESTEROLO, MA ANCHE ALTRI FARMACI: COME DEVO COMPORTARMI?

 

 

I farmaci per abbassare il colesterolo, e soprattutto le statine, possono sviluppare interazioni significative con altri farmaci di uso comune. Il ruolo del paziente è centrale per aiutare il medico a prevenire questi rischi.

Tutti sappiamo che, con il crescere dell’età, aumenta il numero di farmaci che si assumono con continuità, specie per prevenire o ritardare la comparsa di certe malattie. Dati italiani mostrano per esempio che oltre gli 80 anni di età molte persone assumono quotidianamente fino a 8-10 farmaci differenti (1). E nonostante il medico presti attenzione alla possibilità che tra questi farmaci si sviluppino interazioni sfavorevoli (quando non pericolose), è facile immaginare che l’aggiunta di un nuovo prodotto da parte di uno specialista, o di un integratore suggerito dal farmacista, o ancora di un antibiotico preso per pochi giorni per un’infezione dentale, suggerito dal dentista, possano creare problemi talvolta inattesi. 

Interazioni dei farmaci per abbassare il colesterolo

I farmaci per abbassare il colesterolo hanno profili di interazione farmacologica ben noti. Quasi tutte le statine, le molecole più impiegate con questo obiettivo, devono essere trasformate dall’organismo (tecnicamente si dice “metabolizzate”) in composti ben solubili nell’acqua per poter essere eliminate con le urine. 
Queste trasformazioni hanno luogo essenzialmente nel fegato, e sono controllate da complessi sistemi enzimatici, denominati citocromo P450 (2). Una delle componenti attive del citocromo P450, denominata a sua volta 3A4, è particolarmente importante: perché è responsabile della trasformazione e dell’eliminazione di più di un terzo dei farmaci abitualmente impiegati in terapia umana. Il che vuol dire che quando si assumono 5 o 6 farmaci differenti è più che probabile che almeno due di loro siano eliminati dal 3A4: ed è quindi possibile che questa via d’uscita comune possa rallentare, come una specie di imbuto con il collo troppo stretto, l’eliminazione di una delle due molecole. Come conseguenza i livelli nel sangue di questo farmaco aumenteranno, e con essi il rischio che si manifestino effetti collaterali. 
Le statine, in effetti, possono interagire con alcuni antibiotici, con alcuni farmaci per controllare le infezioni da funghi, o ancora con alcune classi di farmaci antipertensivi; curiosamente interagiscono anche (e non tutti lo sanno) con il succo di pompelmo, che deve essere evitato o consumato con grande cautela da chi assume simvastatina, atorvastatina, lovastatina (3). 
Non tutte le statine, quindi; la situazione è infatti in realtà ancora un poco più complessa: le differenti statine vengono eliminate mediante vie metaboliche differenti. Questo offre tuttavia un’opportunità ulteriore al medico, che può selezionare la statina più adeguata per un paziente tenendo conto degli altri trattamenti in corso, evitando così interazioni talvolta pericolose. I più recenti farmaci ipocolesterolemizzanti introdotti sul mercato, gli anti PCSK9, sono invece privi di interazioni farmacologiche significative, e rappresentano un’altra 
possibile strategia cui il medico può fare riferimento nei casi complessi (4). Anche ezetimibe, spesso associato alle statine per aumentarne l’efficacia, interagisce con poche altre molecole: solo la somministrazione contemporanea di ciclosporina (usata per controllare il rigetto dopo i trapianti) può creare qualche problema.

La necessità di informare correttamente il proprio medico

Le interazioni tra farmaci sono quindi un tema complesso, questo è evidente. 
Ma qual è la cosa importante, al proposito, che tutti devono ricordare? Che non si possono aggiungere farmaci (o integratori, o sostanze di origine vegetale, che sono responsabili di una parte non banale di questi problemi) alla propria terapia senza avvisare il medico, se siamo già in trattamento con altri farmaci. E che la decisione di interrompere un trattamento, perché si sospetta un effetto collaterale (magari indotto da un’interazione tra farmaci) deve pure essere concordata con il medico, e mai assunta da soli. 
La crescente informatizzazione delle ricette da questo punto di vista offre dei vantaggi importanti: già oggi i computer possono segnalare immediatamente, al medico che sta redigendo una ricetta o al farmacista che sta dispensando i farmaci, che le medicine riportate nella ricetta stessa sono potenzialmente fonte di interazioni problematiche. Ma l’importanza dello scambio di informazione tra il paziente ed il proprio medico, ricordiamolo bene, rimane assolutamente centrale.

Bibliografia 
1 - https://www.fondazioneveronesi.it/magazine/articoli/cardiologia/una-guida-per-gli-anziani-che-assumono-troppe-medicine consultato il 20 febbraio 2019.
2 - Bellosta S, Paoletti R, Corsini A. Safety of statins: focus on clinical pharmacokinetics and drug interactions. Circulation 2004; 109 (23 Suppl 1): III50-7. 
3 - Kiani J, Imam SZ. Medicinal importance of grapefruit juice and its interaction with various drugs. Nutr J 2007; 6:33. 
4 - Ferri N, Bellosta S, Baldessin L, Boccia D, Racagni G, Corsini A. Pharmacokinetics interactions of monoclonal antibodies. Pharmacol Res 2016; 111: 592-599.

Data ultimo aggiornamento: 1 marzo 2019