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Leggere le analisi

La prevenzione degli eventi cardiovascolari, come l’infarto, sta diventando sempre più una scienza “personalizzata”: che valuta caso per caso, nelle singole persone, su quali fattori di rischio intervenire e con quale intensità.

Per fare ciò, è innanzitutto necessario conoscere i valori di colesterolo nel sangue, e soprattutto del “colesterolo cattivo”, il colesterolo LDL. (Collegamento a “CALCOLA IL LIVELLO DEL TUO COLESTEROLO LDL”) Se hai anche la pressione arteriosa elevata, o il diabete, hai una maggiore probabilità di sviluppare malattie cardiovascolari: un motivo in più per prestare maggiore attenzione al colesterolo.

È importante conoscere il livello del proprio LDL-C, confrontarlo con il valore ottimale da raggiungere e mantenere, e, se necessario, attuare insieme al proprio medico un piano terapeutico appropriato.

Ma quando va considerato “alto” il colesterolo? E quando, in particolare, va considerato “alto” il colesterolo LDL? Non è facile dare una risposta semplice a questa domanda: il tema è infatti più complesso di quanto possa sembrare. Attualmente si ritiene che il livello ottimale di colesterolo LDL di una persona dipenda dal suo livello di rischio di incorrere in un evento cardiovascolare: tanto più elevato è il rischio, tanto più basso dovrebbe essere il colesterolo LDL. Se consideriamo per esempio tre uomini di 55 anni, tutti con un LDL di 135 mg/dL, ma il primo dei quali sia senza altri fattori di rischio, il secondo sia fumatore e con la pressione alta, il terzo con una storia di infarto a 52 anni e diabetico, dobbiamo considerare che il primo può semplicemente seguire una dieta più attenta (potrebbe infatti limitarsi a scendere sotto 130 mg/dL), il secondo dovrà probabilmente prendere un farmaco di moderata efficacia (dovrebbe scendere al di sotto di 100 mg/dL), il terzo dovrà prendere uno o più farmaci a dosaggio pieno (dovrà scendere al di sotto di 70 mg/dL). Per calcolare il rischio cardiovascolare il tuo medico ha a disposizione strumenti, che lui ben conosce, denominati “Carte del Rischio”. Inserendo nelle carte sesso, età, livelli di colesterolo e della pressione arteriosa, abitudine al fumo e così via, si può calcolare la probabilità di essere colpiti, nel tempo, da un attacco di cuore. Può sembrare un modo di sfidare il destino: ma in realtà è importante per prendere tutte le contromisure del caso. Puoi collegarti al sito delle Carte del Rischio SCORE (quelle riconosciute dal nostro Ministero e riportate nella Nota 13) anche per ottenere gratuitamente, quando necessari, i farmaci per abbassare il colesterolo, cliccando qui http://www.cuore.iss.it/valutazione/carte.asp. Attenzione: se hai già subito un infarto di cuore o sei affetto da Ipercolesterolemia Familiare, le carte del rischio non sono adatte per te. Parlane con il tuo medico.

A titolo di esempio, ecco alcune indicazioni fornite dalla National Lipid Association (NLA, l’Associazione Nazionale sui Lipidi statunitense), utili per una preliminare classificazione del colesterolo LDL (ti consigliamo comunque di fare riferimento al tuo medico per una valutazione corretta sulla base del tuo profilo di rischio CV):

CLASSIFICAZIONI DELLA NLA PER I LIVELLI DI LDL-C
<100 mg/dL OTTIMALE
100-129 mg/dL AL DI SOPRA DEL LIVELLO OTTIMALE
130-159 mg/dL PROSSIMO AL LIVELLO ELEVATO
160-189 mg/dL ELEVATO
≥190 mg/dL MOLTO ELEVATO

Per la maggior parte delle persone adulte, un livello di LDL-C al di sotto di 100 mg/dL è considerato ottimale. Ma, in presenza di altri importanti fattori di rischio, come l’ipertensione o il diabete, o in caso di un precedente evento cardiovascolare (condizione che aumenta il rischio di un secondo evento), il valore di LDL-C dovrebbe essere mantenuto al di sotto di 70 mg/dl.

CLASSIFICAZIONI DELLA NLA PER I LIVELLI DI HDL-C
<40 mg/dL (UOMINI) BASSO
<50 mg/dL (DONNE) BASSO
CLASSIFICAZIONI DELLA NLA PER I LIVELLI DEI TRIGLICERIDI
<150 mg/dL NORMALE
150-199 mg/dL PROSSIMO AL LIVELLO ELEVATO
200-499 mg/dL ELEVATO
≥500 mg/dL MOLTO ELEVATO
OBIETTIVI CONVENZIONALI DI COLESTEROLO TOTALE PER GLI ADULTI
<200 mg/dL OTTIMALE
200 - 239 mg/dL AL LIMITE
>240 mg/dL ELEVATO

I trigliceridi e il colesterolo HDL rientrano nella valutazione del rischio cardiovascolare (cioè della probabilità di andare incontro ad un infarto nel tempo) e livelli migliori, o ottimali, possono essere spesso raggiunti attraverso la dieta e l’esercizio fisico.

Per il controllo del colesterolo LDL-C, invece, può rendersi necessario il ricorso a un farmaco specifico per abbassarne il livello fino all’obiettivo fissato dal proprio medico, così da ridurre il rischio di malattie cardiovascolari.

ESC/EAS. Eur Heart J 2011; 32: 1769-818.
Jacobson TA et al, J Clin Lipidol 2014; 8: 473-88.
NOTA 13. http://www.agenziafarmaco.gov.it/it/content/nota-13.

Data ultimo aggiornamento: 15 gennaio 2016