Printed From:

STATINE E DOLORI MUSCOLARI: CHE FARE? 

Statine e dolori muscolari
 

 

Spesso si sente dire che le statine inducono effetti collaterali fastidiosi e talora gravi, soprattutto dolori muscolari. La frequenza di questi disturbi non è in realtà molto elevata, ed il medico è in genere in grado di affrontare e risolvere il problema in modo soddisfacente.

Le statine sono farmaci di grande efficacia nel controllo della colesterolemia: e molti studi hanno documentato la loro capacità di ridurre, grazie all’effetto sul colesterolo, il rischio di infarto di cuore e delle altre patologie coronariche. Questi farmaci non sono tuttavia privi di effetti collaterali (nessun farmaco realmente efficace lo è), e il dibattito sui loro effetti di danno a carico dei muscoli è intenso, e talvolta accalorato. Cerchiamo di fare un po’ di chiarezza sull’argomento. 
I problemi associati all’uso delle statine sono essenzialmente i dolori muscolari e un aumento (in genere completamente privo di sintomi) dei valori delle transaminasi (1).

Le caratteristiche dei dolori muscolari da statine

Il dolore muscolare indotto dalle statine ha alcune caratteristiche particolari: non è in genere localizzato a un singolo muscolo (è anzi di solito generalizzato, e viene spesso descritto come simile ai dolori diffusi “da influenza”). È spesso localizzato ai polpacci, o alle braccia. Per chi fa attività fisica, agonistica o amatoriale, questi dolori possono rappresentare talvolta un vero problema, in grado di limitare in modo significativo l’attività motoria (specie per i ciclisti e per chi corre a piedi).
L’insorgenza, in genere, si osserva nelle prime settimane di terapia; i sintomi dolorosi si associano inoltre spesso (ma non sempre) ad un aumento dei livelli della creatinchinasi (o CK), un enzima contenuto nelle cellule muscolari, che se danneggiate lo rilasciano nel sangue. 
Solo in rari casi (da 1:10.000 ad 1:100.000 persone trattate per un anno, e quasi sempre a causa di interazioni sfavorevoli con altri farmaci) l’interessamento muscolare può essere più importante, fino a portare a un danno grave ed esteso dei muscoli definito “rabdomiolisi” (2).
Il meccanismo del danno muscolare da statine non è ben noto. Questi farmaci bloccano l’attività di uno degli enzimi coinvolti nelle fasi iniziali della sintesi del colesterolo da parte dell’organismo. Dalla stessa via metabolica, tuttavia, l’organismo ottiene anche altri composti importanti (per esempio il coenzima Q10), la cui produzione è pure parzialmente inibita. Alcuni autori ritengono che il deficit di Q10 sia la causa principale dei dolori muscolari da statina, ma la supplementazione con questa molecola, secondo gli studi condotti, non risolve invece il problema: ed è quindi poco probabile che sia così (3).

Qual è la reale frequenza di questi fenomeni?

In realtà non è nemmeno facile accertare la reale rilevanza di questi fenomeni: e cioè quante persone ne siano effettivamente colpite, tra coloro che assumono con regolarità una statina. I dati degli studi controllati di intervento suggeriscono che dolori significativi si osservino nel 2-3% delle persone trattate, ma va ricordato che nella fase iniziale di molti di questi studi venivano esclusi i soggetti che non tolleravano il farmaco (per garantire una buona adesione terapeutica dei soggetti arruolati, che avrebbero dovuto assumere il farmaco stesso per molti anni): e la percentuale riportata non è quindi probabilmente affidabile. Nella pratica clinica di ogni giorno molti medici collocano invece la frequenza dei disturbi muscolari delle statine attorno al 10%-15% dei soggetti trattati. Alcuni arrivano a stimare un 20-25%. È peraltro noto che, almeno in parte, questi dolori sono dovuti alle attese del paziente (che ne ha spesso sentito parlare o ha letto il foglietto illustrativo e pertanto “se li aspetta”): in uno studio recente, infatti, i dolori compaiono solo quando il paziente scopre di assumere una statina (e non prima, quando assumeva senza saperlo la stessa molecola) (4). 
Il medico in genere controlla la tollerabilità del trattamento con statine (sia per quanto riguarda il possibile danno muscolare, sia per il possibile danno epatico, che si osserva nel 2-3% dei soggetti trattati e che è in genere del tutto privo di conseguenze e reversibile alla sospensione della terapia) anche misurando periodicamente la concentrazione delle transaminasi e della CK nel sangue, ed interrompendo la terapia se le transaminasi superano il triplo dei valori normali, o se la CK supera di 5 volte il limite di normalità.

Come comportarsi se la statina che ci è stata prescritta ci crea problemi

Che fare quindi, se il medico ha prescritto una statina e ci sembra che il trattamento ci causi dolori o disturbi? La cosa importante è parlarne direttamente con il medico stesso, senza assumere decisioni autonome. Il medico potrà decidere se continuare la terapia (spesso i dolori passano spontaneamente anche continuando la statina) o se invece modificarne il dosaggio, talvolta combinando la statina a dose ridotta con un secondo farmaco per mantenerne l’efficacia, o ancora se passare a una categoria di farmaci completamente differente, come l’ezetimibe
Alcuni farmaci molto efficaci, come gli inibitori della PCSK9, recentemente introdotti sul mercato, ed altri in fase di arrivo, sembrano privi di effetti muscolari, ed hanno infatti un’indicazione specifica per i pazienti effettivamente intolleranti alle statine.

Anche questo processo, comunque, va gestito direttamente dal medico: è quindi importante che ne parliamo, con fiducia, con lui. Solo con il suo aiuto possiamo fare le scelte giuste per la nostra salute!

 

Bibliografia essenziale 
1 - Mach F, Ray KK, Wiklund O et al.; European Atherosclerosis Society Consensus Panel. Adverse effects of statin therapy: perception vs. the evidence - focus on glucose homeostasis, cognitive, renal and hepatic function, haemorrhagic stroke and cataract. Eur Heart J 2018; 39: 2526-2539. 
2 - Stroes ES, Thompson PD, Corsini A et al; European Atherosclerosis Society Consensus Panel. Statin-associated muscle symptoms: impact on statin therapy-European Atherosclerosis Society Consensus Panel Statement on Assessment, Aetiology and Management. Eur Heart J 2015; 36: 1012-22.
3 - Banach M, Serban C, Sahebkar A et al., Lipid and Blood PressureMeta-analysis Collaboration (LBPMC) Group. Effects of Coenzyme Q10 onstatin-induced myopathy: a meta-analysis of randomized controlled trials. MayoClinic Proc 2015; 90: 24-34. 
4 - Gupta A, Thompson D, Whitehouse A et al.; ASCOT Investigators. Adverse events associated with unblinded, but not with blinded, statin therapy in the Anglo Scandinavian Cardiac Outcomes Trial-Lipid-Lowering Arm (ASCOT-LLA): a randomised doubleblind placebo-controlled trial and its non-randomised non-blind extension phase. Lancet 2017; 389: 2473–2481.

Data ultimo aggiornamento: 9 aprile 2019