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Contesto, Cura, Continuità: le 3 C per proteggere il nostro cuore

Indagine Eurisko 3C
 

 

I dati di una recente indagine GfK Eurisko hanno confermato – se ce ne fosse stato bisogno – la situazione non favorevole delle conoscenze del pubblico (ed anche dei soggetti ad alto rischio) sulla prevenzione cardiovascolare. Ribadendo la necessità di un piano di azione condiviso, che coinvolga esperti, pazienti, Istituzioni e media, per affrontare assieme questa emergenza sanitaria.

Proprio questo è stato l’obiettivo dell’incontro che si è tenuto a Roma in occasione della Giornata Mondiale del Cuore.

E dal tavolo di discussione è nato un documento che riassume una serie di raccomandazioni condivise da esperti, medici e associazioni. Contesto, Cura e Continuità: queste le 3 C identificate come base di una strategia congiunta ed efficace contro le patologie cardiovascolari.

  • Contesto

Inquadrare il Contesto epidemiologico, familiare lavorativo e sociale è la prima delle priorità, non solo per definire strategie di cura e assistenza efficaci, ma anche in chiave preventiva, muovendosi in modo assolutamente tempestivo. Recenti studi sembrano infatti suggerire che il vissuto della primissima infanzia svolga un ruolo cruciale nel condizionare il rischio cardiovascolare degli adulti.

  • Cura

Identificare precocemente il paziente ad alto rischio cardiovascolare è fondamentale per impostare da subito il trattamento ottimale.

Nei pazienti trattati è necessario ottimizzare il trattamento, massimizzandolo quando necessario, secondo le linee guida e le caratteristiche del paziente, associando alla terapia farmacologica un corretto stile di vita. Inoltre è importante assicurare ai pazienti che ne hanno necessità l’accesso a terapie innovative per un trattamento più appropriato finalizzato ad una riduzione del rischio cardiovascolare residuo.

  • Continuità

La mancata aderenza alle indicazioni terapeutiche può dipendere dal complesso funzionamento dei sistemi sanitari e assistenziali così come da un comportamento scorretto dei pazienti. E i dati dell’indagine GfK Eurisko lo confermano: spesso i pazienti ad alto rischio seguono trattamenti multipli e questo spinge molti di loro a sospendere o ridurre le cure. E le terapie interrotte più di frequente sono proprio quelle per tenere sotto controllo il colesterolo.

È fondamentale rafforzare il ruolo del medico di medicina generale nella cura e la rete di supporto assistenziale, per favorire stili di vita più adeguati e migliore aderenza alla terapia.

Serve quindi fare sistema e lavorare tutti insieme per portare più informazione ai cittadini, più consapevolezza su rischi e valori soglia e una comunicazione validata e autorevole, che passi attraverso il medico e le istituzioni.

Come è emerso dall’indagine GfK, le persone che seguono più correttamente la terapia e che mettono in atto più concretamente comportamenti e stili di vita adeguati sono quelle che possono contare su un maggior supporto del medico di medicina generale, che si è dimostrato l’interlocutore più importante nel favorire l’ingaggio del paziente, insieme al supporto della famiglia e dello specialista.

Bibliografia:
https://doi.org/10.1093/eurheartj/ehw272

Data ultimo aggiornamento: 15 gennaio 2018